
Autore: Antonietta Pulzone
Data di pubblicazione: 15 marzo 2024
Cacs, le clausole che quasi nessuno conosce
Nell’ultimo periodo molti italiani hanno fatto incetta di btp, ma non tutti sanno delle clausole di azione collettiva, cosiddette Cacs.
Le cacs sono state introdotte nel 2013 per consentire una ristrutturazione del debito pubblico in caso di necessità.
Secondo queste clausole, l’obbligazione può subire variazioni sotto ogni aspetto, si possono quindi modificare i termini e le condizioni di pagamento di un titolo.
Con queste clausole, lo Stato che ha emesso le obbligazioni, in casi estremi, può ridurre il valore nominale del titolo, può ridurre le cedole e anche cambiare la data di scadenza.
Non tutte i titoli di stato sono soggetti a queste clausole, ma solo quelle con scadenza superiore ad un anno, restano quindi eslusi i bot.
L'applicazione delle clausole cacs é sicuramente di una ipotesi remota, ma questo non significa che debbano essere ignorate dai sottoscrittori di titoli di stato, tanto più se si considera la grossa fetta di btp sottoscritta dai risparmiatori italiani negli ultimi anni.
Un’adeguata pianificazione finanziaria quindi tiene conto degli obiettivi personali, dell’orizzonte temporale e del profilo di rischio di ogni investitore.
Un portafoglio per essere efficiente deve essere diversificato, in termini geografici, settoriali, valutari e temporali, per evitare la concentrazione del portafoglio in un unico strumento.
Spesso invece l'attenzione è rivolta a caratteristiche meno importanti come la periodicità della cedola, trascurando invece aspetti come le clausole di azione collettiva.
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